Retargeting vs remarketing: qual è la differenza?

retargeting vs remarketing

Scopriamo meglio cosa sono il remarketing ed il retargeting

Anche se gli obiettivi del remarketing e del retargeting possono essere identici, in realtà si è dinanzi a due strategie agli antipodi.

Dopo un confronto dettagliato nel contesto dell’e-commerce, vedremo come usarli al meglio in una campagn

a Facebook e Google Ads.

Il primo approdo su un sito internet difficilmente garantisce una conversione. Quando si deve progettare un sito web bisogna sapere che gran parte delle conversioni arrivano da utenti che si sono già collegati in precedenza ed hanno esplorato più o meno in lungo e in largo il catalogo, oltre ad aver visto quanto mette a disposizione la concorrenza.

È davvero molto difficile che un visitatore, connessosi per la prima volta ad un sito web, decida di acquistare un prodotto di primo acchito. Numeri alla mano, su 100 conversioni, la percentuale di quelle provenienti da questa tipologia di utenti ammonta appena al 2%.

Vero è che implementare una strategia di webmarketing incentrata su una user experience ottimale, volta a portare i visitatori all’acquisto diretto sin dalla prima connessione, può rivelarsi una scelta riuscita.

Tuttavia, ci sono rischi non indifferenti, perché si punta sull’acquisto emotivo e sulla componente visiva. Insomma, su una sorta di colpo di fulmine e questo tipo di vendita è adatto solo per alcuni tipi di prodotti a basso costo.

Ecco perchè quando parliamo in termini di marketing, per ottimizzare gli investimenti, è sempre preferibile provare a raggiungere diverse volte gli utenti, facendo in modo che si colleghino nuovamente al sito internet, che magari a fronte di un abbandono iniziale, non hanno ancora sfociato in una conversione.

Come rintracciare nuovamente gli utenti che hanno abbandonato il sito web?

Le strategie di remarketing e di retargeting, in quest’ottica, giocano un ruolo di cruciale importanza, perché vanno ad intercettare di nuovo gli utenti collegatisi al sito internet in passato.

Costoro, infatti, avranno maggiori possibilità di portare a termine un acquisto online rispetto ai visitatori che si connettono per la prima volta su un sito o uno shop online.

Per qualsiasi realtà imprenditoriale che fa ad esempio e-commerce, conviene di più provare a conquistare un visitatore che si connette più volte al proprio e-shop piuttosto che tentare di sedurre un utente alla primo collegamento.

Si spendono meno soldi e si perde meno tempo. Ed è qui che le strategie di retargeting e remarketing fanno la differenza.

Come anticipato, però, i due concetti non proprio sono gli stessi.

Scopriamo qual’è la differenza.

Remarketing: definizione e significato del termine

Quando si parla di remarketing, si fa riferimento quasi sempre a e-mail marketing rivolto ad utenti, di cui si conosce l’indirizzo di posta elettronica. Questi possono averlo rilasciato, una volta registratisi al sito web, pur non avendo ultimato alcuna transazione.

Magari sono visitatori che hanno nutrito per un certo periodo di tempo interesse per un prodotto presente a catalogo, ma che tuttavia al momento del pagamento hanno preferito abbandonare il carrello.

Possono essere anche utenti iscritti alla newsletter, per essere aggiornati sulle novità inserite a catalogo, o ancora utenti che hanno acquistato e che possono sfruttare qualche promo in corso.

Ma non è tutto, visto che il remarketing si riferisce anche ad attività di notifica clienti inerenti a promozioni precedenti o ancora ad abbonamenti in scadenza.

Quali sono le attività di Remarketing più redditizie?

Recupero carrelli abbandonati: chi non ha acquistato, abbandonando il carrello all’ultimo momento, ha agito in questo modo sempre per un motivo.

Compito di un’attività imprenditoriale che punta su una strategia di remarketing è quello di far tornare il visitatore sui suoi passi, trasformandolo in cliente a tutti gli effetti.

Upselling: chi ha già acquistato, sotto certi aspetti, va coccolato. Deve sentirsi speciale. Proporre sconti ad hoc, dare la possibilità esclusiva di acquistare un articolo in anteprima, consentire di personalizzare il prodotto scelto senza costi aggiuntivi sono scelte che vanno per la maggiore.

Prodotti in offerta: strategia di remarketing rivolta a visitatori che hanno preso in esame il catalogo e che hanno messo nella lista dei desideri uno o più articoli, senza però concludere la transazione.

Inviare un’email che va ad informarli uno sconto vantaggioso ad hoc è sicuramente un trattamento di favore per partire con il piede giusto, se si mira a concludere una negoziazione con esito positivo.

Tirando le somme, il remarketing mira a riattivare visitatori e utenti che hanno dimostrato interesse nei confronti degli articoli messi in vendita su un sito di e-commerce e che, naturalmente, possono essere contattati in maniera diretta.

Retargeting: definizione e significato del termine

Quando si parla di retargeting, si fa riferimento ad attività, dove le protagoniste indiscusse sono le campagne di display advertising oppure di annunci online, indirizzate ad utenti che hanno interagito con il sito di e-commerce.

Questo a prescindere dalla tipologia di azione: ciò vuol dire che chi ha acquistato online, chi ha abbandonato il carrello, chi ha dato un’occhiata al catalogo e chi ha inserito tra i preferiti un articolo rientra in questo elenco.

Il semplice approdo sullo shop online fa sì che il diretto interessato rientri tra il target di riferimento per una campagna di retargeting.

Come si può sapere chi si è connesso al sito di e-commerce?

Semplicemente, tramite i cookie, in quanto monitorano il comportamento dei visitatori in oggetto. Nel rispetto delle normative sulla privacy in vigore, una volta data l’accettazione ai cookie, la realtà imprenditoriale di turno può dare il via a svariate sponsorizzazioni, visibili da quello specifico internauta.

Pertanto, Google Ads e Facebook Ads sono le sponsorizzazioni maggiormente impiegate.

Quali sono le differenze tra Google Ads e Facebook Ads?

Il social network di Mark Zuckerberg è un eccellente archivio di utenti, classificati in base ad interessi, passatempi, passioni e quant’altro.

Facebook Pixel, in tal senso, gioca un ruolo estremamente rilevante, per il semplice motivo che consente al social network di monitorare il comportamento di qualsiasi utente Facebook che si è collegato al sito di e-commerce, seguendone gli spostamenti sui siti web e registrando informazioni che possono essere sfruttate al meglio.

Lo stesso dicasi per Google Ads, fondamentale per invogliare gli utenti all’acquisto: la creazione di annunci dinamici permette di inserire gli articoli visualizzati dal cliente, al fine di stimolare l’acquisto.

Denominatore comune di Google Ads e di Facebook Ads è che sono piattaforme che, sfruttando alla perfezione dati anonimi, non fanno altro che creare traffico di ritorno sul sito di e-commerce, incrementando il numero di connessioni

Conclusioni su retargeting e remarketing: come usarli al meglio

Remarketing vs retargeting, pur essendo diversi, hanno analoghi obiettivi: incrementare il numero di conversioni sul sito e intercettare il maggior numero di utenti, propensi ad acquistare.

Se il remarketing verte di più sul ricorso liste di contatti in nostro possesso, il retargeting è strutturato maggiormente per attrarne di nuovi.